E' vecchia, vecchia tanto. Mi è tornata in mente in un giorno senza senso, o quasi. Il giorno prima che riinizi la scuola. Bè, quel giorno ti sembra immenso, proprio come il titolo della canzone. E poi, all'inizio delle vacanze, loro sembrano immense. Ma quando arrivi a questo punto, niente ti è sembrato come te l'aspettavi, tutto in un attimo è volato. Come un sasso che lanci tra altri milioni. Come una goccia cade a terra, quel lungo tragitto che fa. Dura niente. Non è immenso. Dura pochi secondi, neanche. Dura attimi, ma nemmeno. Quanto dura la caduta di una goccia? E se fosse una lacrima, sarebbe diverso il risultato? Sarebbe di più o di meno? E' più pesante o più leggera? Dubbi. Magari un giorno lo misurerò. Quel giorno sarà Immenso. Miei cari, faccio un viaggio. Conosco un posto dove l’erba è veramente più verde. Caldo, umido e selvaggio. Ci deve essere qualcosa di attraente in esso. Qualcosa di profondo. Qualcosa che non ti stacchi più. Staccare. Ci siamo staccati fino ad adesso. Riattacchiamo? Ma anche no, non vorrei. E invece. Immenso.
domenica 12 settembre 2010
Immenso
E' vecchia, vecchia tanto. Mi è tornata in mente in un giorno senza senso, o quasi. Il giorno prima che riinizi la scuola. Bè, quel giorno ti sembra immenso, proprio come il titolo della canzone. E poi, all'inizio delle vacanze, loro sembrano immense. Ma quando arrivi a questo punto, niente ti è sembrato come te l'aspettavi, tutto in un attimo è volato. Come un sasso che lanci tra altri milioni. Come una goccia cade a terra, quel lungo tragitto che fa. Dura niente. Non è immenso. Dura pochi secondi, neanche. Dura attimi, ma nemmeno. Quanto dura la caduta di una goccia? E se fosse una lacrima, sarebbe diverso il risultato? Sarebbe di più o di meno? E' più pesante o più leggera? Dubbi. Magari un giorno lo misurerò. Quel giorno sarà Immenso. Miei cari, faccio un viaggio. Conosco un posto dove l’erba è veramente più verde. Caldo, umido e selvaggio. Ci deve essere qualcosa di attraente in esso. Qualcosa di profondo. Qualcosa che non ti stacchi più. Staccare. Ci siamo staccati fino ad adesso. Riattacchiamo? Ma anche no, non vorrei. E invece. Immenso.
domenica 29 agosto 2010
Svogliata corsa

Come alla fine dei film The End. Non che questo sia stato un film, ma quasi. Tornati prima, per riprenderci, un po'. Per, con calma e quiete, riminciare a prendere quel passo svelto. Svogliatamente svelto. Si deve. Non è una scelta. Soprattutto adesso. Sono delle giornate un po' così. Che non sai mai che umore avrai oggi. Se felice o un po' amareggiato. Ma il botto, non sta per arrivare? Io ci voglio credere. Si, sta per arrivare. Stiamo per essere ogni giorno, un po' per volta, sempre più felici. Queste situazioni servono, e tanto. Perchè anche se si è in una brutta situazione, ogni volta che si esce, la nostra corteccia si fortifica, e diventiamo sempre più forti. Impariamo tante cose, e apprezzeremo tante cose, quando avremmo un po' di sollievo. In vacanza ci siamo un po' svagati, tranquillizzati, e abbiamo riflettuto. Ma adesso è il tempo di lottare. A denti stretti, tutti uniti. Prendere a marciare, e spaccare i culi a tutti. Perchè noi si, questo, ce lo possiamo permettere.
giovedì 29 luglio 2010
Farfalla vola

Di colpo, succede così ogni anno. Si passa dalla casa che deve essere obbligatoriamente in ordine, a quella che, chissene frega, smalti, maglie, parei, asciugamani e ciabatte in giro. Niente in ordine. E la mente deve fare lo stesso. Libera, da ogni brutto pensiero che capitava lì, alla Villa Villa Colle. Niente e nessuno può mettere in disordine questo tipo di ordine. Perchè, anche se è una casa tutta in disordine, l'ordine è presente nelle menti che abitano lì. Si, siamo tutti, o quasi, spensierati. Tutti liberi di fare quel ca@@o che vogliono. Non voglio andare al mare. Io vado in piscina. Io pranzo. Io faccio colazione. Io dormo. Io me ne vado. Tutti liberi, tutti sciolti. Ma le menti sono tutte unite, tutte compatte, tutte insieme. Si cerca, si fa quel che si può. Si ritorna alle vecchie abitudini, senza avere paura o rancore. Come quando si vede un amico che è qui da un mese. Tra i due c’è un abisso. Ha già la mente spensierata, libera. E’ già abbronzato tantissimo, mentre tu, a suo confronto sembri un cadavere. Ma stai tranquillo, che diventi nero anche tu, che la mente volerà come una farfalla. Che sentirai questo cambiamento, e fidati, non è una cosa da poco. Bisogna solo farsi prendere. Far volare, galoppare la mente. A dirlo sembra di una facilità estrema, ma a farlo, la cosa si complica un po’ di più. Mille e mille problemi. Anche i più semplici, bastardi. Non pensi a niente, o quasi. Non pensi a quest’inverno. Non pensi ai compiti. Non pensi al pianoforte, eccheccavolo. Non devi pensare a niente. Pensa a te stesso. Alla tua bella casa. Al mare, al sole, alla spiaggia. Tranquillo. Sciallati, come diremmo noi.
domenica 18 luglio 2010
La cura

Lui sa. Li sa riconoscere. Ha esperienza, si può capire. Di figli, direi che non se ne fa mancare. E di pianti, ne ha affrontati abbastanza. Perchè lui ha un ruolo importante, necessario, speciale. Se non li fa sentire al sicuro Lui i suoi bambini, chi altro dovrebbe farlo? Oh, Povero Quel Bambino, Sta Piangendo! E' Un Capriccio, Non Mi Fa Nessuna Pena. E' vero, quel bambino voleva un giocattolo inutile, stava facendo dei capricci. Ma lui se n'è accorto subito, che non si trattava di un pianto molto utile, solo una piccola smorfia, tanto che non ci faceva neanche caso. Adesso Però, Quel Pianto Un Po' Ti Commuove, Vero? Eh, Un Pochino. Che felicità immensa, per una bambina, essere tra le braccia del Suo papà. Era caduta, troppo sbilanciata dalla sedia, aveva preso un colpettino alla testa. Si, si era messa a piangere, ma, come dice Lui, la maggior parte era per spavento, non per altro. Ma adesso tranquillizzati, bambina. Sei nel posto più sicuro del mondo. Non piangere più, sei tra le Sue braccia, direi che è un posto meraviglioso, Speciale. E' una cura potentissima, quella. Ha smesso dopo cinque minuti, per poi goderselo, il suo papà. Lo accarezzava, gli faceva le coccole. Perchè aveva capito che da lì non la mandava via nessuno. Lì era il suo posto, e nessuno poteva rubarglielo. Era al sicuro, e ne era consapevole. Loro sono come una rete di salvataggio. Me lo spiega sempre. I ragazzi, fin da bambini, salgono su una specie di corda, legata nel nulla, una corda Quasi infinita. Devono cercare di stare in equilibrio, ma senza pensare che se cadono Tanto Mi Salvo, no. Devi cercare di stare in equilibrio da solo, ragazzo. Senza la mano di qualcuno. Pensa a non cadere, adesso. E se cadi, c'è la rete più forte che esista. Ma devi essere così forte e così coraggioso, per poi provare ad accelerare su quella corda, tanto da arrivare al punto di correre. Per poi essere consapevole che, a quel punto, la rete di salvataggio non c'è più. Il tuo percorso è concluso, l'infinito si è fermato. Adesso vai, scendi. Tocca a te salvare i tuoi piccoli.
domenica 11 luglio 2010
Più uno

No, scomparsa non sono, ma quasi. Avevo previsto due settimane di vacanze in quella bellissima e speciale montagna, in Valle d'Aosta. Vi ricordate quella sfiga che avevo avuto, che mi ero ammalata proprio i giorni in cui dovevo andare in gita scolastica? Ebbene si, cara, è successo di nuovo. Non così tanto grave da saltarle tutte e due, ma almeno una, ci siamo riusciti.
Bellissimo, l'aria purissima, il paesaggio, speciale. Come nei film, tipo. Ci si svegliava presto la mattina, colazione con pane burro e marmellata, al pomeriggio quasi tutto di svago e la sera, a vedere le stelle. Quelle stelle. Milioni e miliardi di stelle. Il desiderio che ho espresso, vedendo quella scia durata cinque secondi contati. Giornate sui prati, a giocare a rugby. Serate passate a suonare la chitarra, cantando e urlando a squarciagola. Le compagnie e le chiacchierate lunghe fino all'una della notte. Ma chi se le scorda più? Chi se le scorda queste esperienze? Possono anche non essere nel posto più bello del mondo. Ma l'organizzazione, i giochi, le parole, le urla insieme, sono cose speciali, difficili da scordare; quasi impossibili. Di certo non era totale vacanza. Ci si doveva dare una svegliata, non si poteva star li a fare niente. Bisognava apparecchiare e sparecchiare, lavarsi le cose, e cavarsela da soli, senza mammina o papino dietro a farti tutto. Erano anche attimi di libertà, dove tutto aveva programmato il niente. Giornate di sole e improvvise piogge. Le tavolette di cioccolato e le patatine che mangiavamo prima di dormire. Credo che tra tutte le cose che si imparano nella vita, le esperienze, siano quelle più difficili da scordare. Sono come pezzi di puzzle che si uniscono tra di loro, o una piccola goccia di acqua che forma un pezzettino di mare. Ma questo si può allargare e diventare un oceano. Il puzzle con ventimila pezzi si può tranquillamente finire. Ed è così che si cresce. Così che si matura. Così che si scopre l'immagine che uscirà dal proprio puzzle.
martedì 29 giugno 2010
Polvere di fata

Mi sa tanto, che quel buco in mezzo all'enorme nuvola bianca, era il tentativo di Capitan Uncino per catturare Peter Pan, usando le bombe sparate dalla sua nave. E che lui, come sempre, sia riuscito a schivarla. Ed è per questo che credo che questo mondo sia costituito da milioni di favole, che ognuno di noi si costruisce per se stesso, nel suo mondo, nella sua testa. E io, sto creando la mia. Con mostri, serpenti, principesse, principini, corone, spade, cavalli, montagne, colline, Stelle o qualsiasi altro elemento della nostra immaginazione. Con essa puoi scegliere se raccontarla in giro, ma se avete in mente il lieto fine, non svelatelo mai, se no, una favola della vostra immaginazione, non lo è più. La mia sta per concludere, e a questo punto, non mi manca che aggiungere anche Trilli, che con la sua polvere di fata, risolverà i problemi a tutti, rendendoli felici e senza pensieri, Hakuna Matata.
domenica 27 giugno 2010
Ammira

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