mercoledì 23 maggio 2012
Vi Amo, A Domani.
martedì 20 marzo 2012
Chi Lo Sa

La scuola andrà, andrà come deve andare, darò il massimo di me. Ma come si fa, chi lo sa. Chi è capace ad amare tutto, tutto di una persona, chi è capace a disegnare, disegni che non puoi capire, che sono viaggi su viaggi. La mia mente va, va come deve andare. La mia voce va, va e canta, intonata o no, che sia. Le mie mani vanno, scrivono su pagine bianche, su righe storte, su quadretti non perfetti. Come un po' tutto quello che ho, non cose perfette, ma neanche disordinate, o forse la mia camera. Ma mi sento bene così, non perfetta, con qualcosa di particolare, che spicca in me, ma che ne so cos'è. Sarà la luce degli occhi, sarà il mio grande orecchino sinistro, o le mie labbra piccole. Chi lo sa. Chi lo sa come sarà tra una settimana. Chi lo sa come andrà in gita, che parto lunedì. Chi lo sa che pensieri farò, se altri tre quarti d'ora li passerò a mandare a @ancul@ quello che è stato il mio ragazzo. Chi lo sa se scoprirò cose nuove, cose mie, miei pensieri, opinioni, frasi, timidezze, segreti o particolarità. Mi scoprirò, come ho sempre fatto e sto continuando a fare, e chissà, chi lo sa, se mi piacerò o no. Sono una sconosciuta a me.
Piacere, Emma. Ho quindici anni appena fatti, amo e odio, rido e piango, urlo e taccio, corro e cammino, scrivo e disegno. Sono una persona, un essere umano, non ho nulla di speciale, non mi piaccio, non so mai come vestirmi la mattina, anche per andare a scuola; sono paranoica, sono lunatica, sono antipatica, isterica e timida. Forse una dicotomia petrarchesca, ma è quello che sento di essere.
Chi lo sa, se mi sbaglio, mio padre mi ha insegnato che il giudizio che conta non è il tuo, bensì quello degli altri.
Sarà così, chi lo sa. La mia mente va, le mie mani pure, e la mia voce, anche.
mercoledì 22 febbraio 2012
Forse Tante, Forse Troppe

Ma a quanto continua ad andare veloce la nostra mente. Quanto parla parla e parla. Quanto pensa, quanto studia, quanto canta, quanto urla, quanto interpreta, e legge e scrive e bisbiglia e cambia opinione, ora e ora e ancora. Quanto immagina, quanto sogna. Ma quante, quante parole dice, quanti pensieri contorce. Quanto ragiona e quanto si stupisce? Ogni volta che pensiamo a qualcosa ci basta un piccolissimo particolare che già pensiamo ad altro, che facciamo collegamenti su collegamenti, battute, pensieri strani. Come se fosse una lunga lunga strada che non finisce mai, piena di incroci e di problemi da risolvere. Quanto è complicata, quanto siamo complicati, quante parole facciamo, quanto ho ripetuto la parola Quanto. Quanto mi sento strana, libera, contenta, spensierata. Forse è l'amore che inganna? Forse è l'amore che fa quest'effetto? Forse è come se fosse una droga, no? Non si capisce più niente, hai la testa sempre altrove, ti dimentichi tutto, non saluti neanche più, sei in altro pianeta, che solo tu sai, che solo tu comandi.
Ma è Così bello.
Forse ho fatto tante parole, forse troppe. Ma, ripeto, Forse.
venerdì 30 dicembre 2011
Una Qualunque Semplice Melodia

Che strana sensazione è mai questa, che son le cinque del mattino e il sonno lo vedo lontano chilometri e chilometri, che ho il cuore che batte, impazzito, non sta più dentro, non so cosa fare per tranquillizzarlo, con lo stomaco che si lamenta, che urla, che brontola e brontola, con due anelli messi vicini nel terzo e nel quarto dito della mano destra che nulla c'entrano tra loro. Ma che sensazione è mai questa? Che sono felice, soddisfatta di tutto quello che ho, soddisfatta di tutto quello che sono, di tutto quello che penso, e tutto quello che vivo. Ma riuscite a darmi una spiegazione? Quale? Qual è? Io no, non riesco. Che ne sono circondata e provo, ne provo tanto, un po' troppo, no il giusto, non c'è misura, provo amore, amore per ogni singola cosa che è attorno a me. Per ogni sfaccettatura luminosissima del mio enorme diamante più prezioso che ho, composta da Sei, solo sei persone; per ogni mio cane, ogni mio gatto, ogni mio paio di scarpe, ogni mia collana e orecchini e anelli e maglie e pantaloni e trucchi e bellezza, tanta bellezza. Ma qual'è? Qual'è l'aggettivo adatto per descrivere tutto questo? Forse perfezione? Forse immensa felicità? Forse gioia infinita? No, io credo che la risposta sia molto più vicina. La semplicità, rende uniche tutte le cose che circondano me, adesso. E io amo, amo La Qualunque. Una spiegazione così vaga, ma, anche essendo le cinque e tredici del trenta dicembre duemilaundici, il sonno si sta facendo sempre più sentire. C'è una melodia che suona nel silenzio di tutto questo. Semplice, indistruttibile.
Una Qualunque.
domenica 13 novembre 2011
Questo Post Non S'Intitola 'Vorrei'.

Vorrei essere la tipica ragazza acqua e sapone, quella che quando la vedi ti sciogli per quanto possa sembrarti tenera.
Vorrei non solo sembrarlo, ma anche esserlo.
Vorrei essere un pezzo di pane. Senza nessun difetto.
Vorrei riuscire a non piangere mai, a capire di più, ma soprattutto a fregarmene di più.
Vorrei essere più infantile, in modo da trovare persone della mia età con cui stare bene.
Vorrei non essere così. In questa situazione. Ora.
Vorrei riuscire a combinare qualcosa.
Vorrei riconoscere la mia ombra.
Vorrei avere un percorso ben chiaro da fare nella mia mente.
Vorrei che la mia tipica frase "Quello che desideri davvero, con tutta volontà del mondo la ottieni. E' sicuro." durasse ancora, vorrei ripeterla ancora, vorrei dire che l'ho provato, testato, e stra provato e stra testato.
Vorrei cantare molto meglio di quanto io sia capace ora.
Vorrei che le persone, in un modo o nell'altro, non ti fregassero e non ti deludessero.
Vorrei trovare un posto fisso dove stare, senza continuare a svolazzare qua e là, senza avere una posizione permanente, senza sicurezze.
Vorrei avere la testa alta, senza rancore, e con sicurezza.
Vorrei che il mio migliore amico tornasse indietro. E' una delle poche persone alla quale ho voluto un bene inimmaginabile.
Vorrei. Vorrei molte cose. Vorrei troppe cose.
Vorrei non volere così troppo.
mercoledì 5 ottobre 2011
Come Se.
Sembrava un cerchio perfetto. Con il cielo color celeste. Sembrava infuocato, Rosso. Lo guardavo con una faccia sconvolta, pensierosa, forse un po' arrabbiata. C'era la nebbia intorno. Lo guardavo e non capivo. Lo fissavo e non mi accecava.
